L'altra verità: diario di una diversa

L altra verit diario di una diversa Un alternarsi di orrore e solitudine di incapacit di comprendere e di essere compresi in una narrazione che nonostante tutto un inno alla vita e alla forza del sentire Alda Merini ripercorre il suo

  • Title: L'altra verità: diario di una diversa
  • Author: Alda Merini Giorgio Manganelli
  • ISBN: 9788817014908
  • Page: 333
  • Format: Paperback
  • Un alternarsi di orrore e solitudine, di incapacit di comprendere e di essere compresi, in una narrazione che nonostante tutto un inno alla vita e alla forza del sentire Alda Merini ripercorre il suo ricovero decennale in manicomio il racconto della vita nella clinica psichiatrica, tra elettroshock e autentiche torture, libera lo sguardo della poetessa su questo infUn alternarsi di orrore e solitudine, di incapacit di comprendere e di essere compresi, in una narrazione che nonostante tutto un inno alla vita e alla forza del sentire Alda Merini ripercorre il suo ricovero decennale in manicomio il racconto della vita nella clinica psichiatrica, tra elettroshock e autentiche torture, libera lo sguardo della poetessa su questo inferno, come un onda che alterna la lucidit all incanto Un diario senza traccia di sentimentalismo o di facili condanne, in cui emerge lo sperdimento , ma anche la sicurezza di s e delle proprie emozioni in una sorta di innocenza primaria che tutto osserva e trasforma, senza mai disconoscere la malattia, o la fatica del non sentire i ritmi e i bisogni altrui, in una riflessione che si fa poesia, negli interrogativi e nei dubbi che divengono rime a lacerare il torpore, l abitudine, l indifferenza e la paura del mondo che c fuori.

    One thought on “L'altra verità: diario di una diversa”

    1. Una cronaca da quello che è stato uno dei manicomi che per anni sono stati operanti in Italia, ossia il Paolo Pini di Milano. Una cronaca nella quale l'autrice presenta ai propri lettori, perchè ne abbiano un'idea il più completa e veritiera possibile, quella che erano i manicomi ed in particolar modo, come dicevo poco fa, il Paolo Pini di Milano, presentandone, attraverso alcuni ritratti, ritratti per i quali la signora Alda mantiene però ben protetto l'anonimato, la variegata umanità che [...]

    2. Un’altra verità. Sconosciuta. Spaventosa. Una vita parallela e disumana.Una vita internata in strutture putride e malmesse, dove gli individui erano trattati come non-persone, esseri che dovevano essere puniti per quello che non avevano fatto; allineati su delle pancacce, venivano sottoposti ad elettroshock, anche solo come cura preventiva o come stimolo, provocando nella mente dei degenti ancora più confusione e assenza dal mondo.In quegli anni, molti venivano ricoverati solo per episodi di [...]

    3. Il Diario di una diversa di Alda Merini non è un libro di poesie, parla dei dieci anni (dal 1965 al 1972 circa) trascorsi in manicomio dalla poetessa milanese (1931-2009); non è un diario cronologicamente rigoroso ma rende appieno quello che l’autrice si era proposto dicendo:“Io scrivo questo libro non tanto per il piacere di dare libero sfogo alle mie memorie, quanto per dichiarare apertamente che, se ancora oggi (1985 circa - n.d.r.) mi porto dietro un simile bagaglio di scontento e di a [...]

    4. In questo mosaico di personaggi e sensazioni, Alda Merini racconta la propria esperienza del ricovero in manicomio per quasi dieci anni. Alla maggior parte delle persone dedica poche parole, si sofferma molto sulle proprie emozioni, su dettagli dei quali potrebbe sembrare assurdo accorgersi, in mezzo a tanto orrore. Eppure la cosa straordinaria di questo libro è proprio la sua forza: l'incredibile attaccamento alla vita della poetessa, la sua capacità di cogliere il bello anche dove sembra imp [...]

    5. Entrare nel mondo di Alda Merini significa entrare in un mondo nel quale bisogna quasi chiedere "Permesso" per poter varcare la soglia delle sue emozioni, i suoi sentimenti, le sue paure. E' come se la Merini ci aprisse le porte della sua anima, un'anima ferita, privata della dignità dopo i quasi 10 anni trascorsi tra elettroshock, torture, ma dove, nonostante tutto, non si è mai arresa alla vita e dove non sono mancati gli istanti d'amore con Pierre, una luce in fondo al tunnel. Un diario in [...]

    6. In queste pagine di diario il dolore si fa poesia. Da leggere e da far leggere a chi teme le diversità, a chi ha paura di ciò che non riesce a capire, a chi per indifferenza non ha mai voluto guardare oltre.

    7. Potente, dirompente, disarmante. Non si tratta di un diario vero e proprio ordinato dal punto di vista cronologico, ma è un susseguirsi di frammenti di esperienze, aneddoti, sensazioni, sentimenti, pensieri, momenti onirici che ti travolge come un tornado.

    8. |02\06\2014|Merita senz'altro una recensione. Ma ora non è il momento.|04\06\2014|4.50 un buon compromesso fra ciò che mi è piaciuto e ciò che non ho capitoQuando questo libro mi è stato prestato mi è stato subito detto che era un libro molto forte. In certi punti ho anche avuto voglia di piangere - tipo occhi che punzecchiano e naso che cola - ma nulla. Forse ero più concentrata su altri aspetti al di fuori di quelli sentimentali, non so.Mentirei se dicessi di aver capito tutto. È comun [...]

    9. Diario di una diversa è il racconto dell'esperienza - terrificante - vissuta da Alda Merini in manicomio.Benché alla fine del libro si legga che "il vero Diario non è mai stato scritto" e che "i fatti sono simbolici", credo che ciò che vi è raccontato - che sia successo o meno - incarni comunque quel che la poetessa ha vissuto e patito nella struttura, mentre alcune frasi lasciate senza seguito ed altre affermazioni che contraddicono quanto sopra mi fanno pensare che qualcosa di vero ci sia [...]

    10. Sono parole scritte con una dolcezza smisurata. E' un mosaico di personaggi, ricordi, della parole di chi è stata privata delle dignità umana, dell'amore carnale, del ruolo di madre, di moglie Sconvolge nel leggere della ragazza madre confinata in manicomio, luogo usato per occultare scomode verità; della donna che soffriva semplicemente di insonnia cronica e di tanti personaggi che ha incontrato la Merini. Tra le pareti del manicomio c'era sporcizia e violenza. Le gioie in un luogo come quel [...]

    11. L'ho amato. Lo spaccato di vita raccontato è decisamente singolare e dal modo in cui avanza la narrazione si capisce perfettamente che il narratore è stata una persona affetta da problemi psicologici. Infatti i fatti raccontati si intrecciano. La narratrice evidenzia perfettamente il disagio e la violenza nella quale vivano i malati mentali a causa dell'inadeguatezza delle struttere nelle quali erano obbligati a rimanere. Detto questo, emerge anche la vitalità e la forza che l'animo umano è [...]

    12. Forse ricercavo in questo libro qualcosa di differente. La Merini racconta la sua esperienza di 10 anni in manicomio. Mi aspettavo un racconto più dettagliato e forse giornalistico, invece, a mo' di diario, la Merini ci mostra degli sprazzi di memoria, a volte ripetuti. Quasi come se fosse una dimensione onirica. Inoltre ci sono aggiunte poetiche, con cui sinceramente non sono in risonanza. Do tre stelle in ogni caso, perché è pur sempre un libro di denuncia. Esso va rispettato seppur non sia [...]

    13. "Se fossi completamente guarita, mi ergerei certamente giudice, e condannerei senza misura. Ma molti, tutti, metterebbero in forte dubbio la mia sincerità in quanto malata. E allora ho fatto un libro, e vi ho anche cacciato dentro la poesia, perché i nostri aguzzini vedano che in manicomio è ben difficile uccidere lo spirito iniziale, lo spirito dell'infanzia, che non è, ne potrà mai essere corrotto da alcuno."non me la sento di esprimere giudizi su questo libro, c'è troppo dolore dentro

    14. Un libro davvero commuovente che trasporta il lettore in una realtà terribile: il manicomio. La vita difficile di Alda Merini traspare nelle sue poesie ma nel diario ci sono tutte le parole non dette e lasciate in sospeso. L'esperienza terribile e la narrazione così cruda di torture come l'elettroshock lasciano al lettore una voragine. E' un libro difficile da leggere e da affrontare con una certa consapevolezza non tanto per lo stile quanto per il contenuto.

    15. Alda Merini parla degli anni di quello che ha sempre definito come l'Inno all'amore, quegli anni in cui per troppo amore fu rinchiusa in manicomio sostituendo alla sua amata poesia la prosa. In uno struggente manifesto di amore e incredulità, di stupore bambino e innocenza ma ancora e sopratutto di amore, Alda Merini ci accompagna per mano attraverso la fragilità della mente umana. Quella che reclama, sempre e soltanto, un po' di comprensione.

    16. Una storia di storia, quella dei manicomi e dei loro prigionieri, solo dopo esserlo nella malattia o nel contesto di un tessuto sociale dove la donna non aveva il diritto di cedere al passo dell'uomo.Ma la sofferenza della Merini preferisco assorbirla, leggerla nei suoi versi, piuttosto che nella prosa.

    17. Una delle pagine nere della storia che viene spesso ignorata Studiamo le guerre, le rivoluzioni, le tirannie che son state fatte da delle nazioni verso altri popoli nel corso dei secoli, ma dimentichiamo orrori come questi Un vero libro che consiglio a tutti di leggere per capire quanto il male si possa manifestare in diversi aspetti, compresa l'indifferenza

    18. Difficile definire questo libro che e' una autobiografia senza in parte esserlo. Il racconto della malattia mentale e della cura delle malattie mientali nell'Italia degli anni '60. Una testimonianza terribile e a volte estremamente lirica ed intima del "viaggio" di Alda Merini nella follia.

    19. Il racconto in prosa dell'esperienza in manicomio di una grande poetessa. Bello, ma non come le poesie di Alda

    20. "Di fatto, non esiste pazzia senza giustificazione e ogni gesto che dalla gente comune viene considerato pazzo coinvolge il mistero di una inaudita sofferenza che non è stata colta dagli uomini."❤

    21. Racconto molto interessante, e seppur la prosa non è all'altezza della poetica risulta molto utile per meglio permearla.

    22. Crudo, sconvolgente, diretto e sincero. Dev'essere stata un'esperienza davvero terribile, inimmaginabile per chi non è mai stato considerato pazzo e rinchiuso in manicomio.

    23. Terribile e terribilmente ben scritto, la Merini fa un quadro perfetto della sua vita e della sua solitudine. Grande scrittrice.

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